Amici? No, preferisco amarti.

E’ il nostro ennesimo litigio. Ho l’impressione che le cose non torneranno come prima. Sono incazzata, incazzata da morire con te. Te che non vuoi ascoltarmi. Ogni volta che mi vedi tieni il broncio. Ogni volta che provo a parlarti, mi tagli. Ogni volta che ti cerco, non rispondi. Ogni volta che ti domando se hai qualcosa, tu mi rispondi con un “niente” secco. Ti conosco da troppo tempo, so esattamente che c’è qualcosa che non va. Ho appena finito di giocare a carte, sono le 2.05 di notte e sul mio cellulare ci sono due messaggi tuoi.

Possiamo vederci? E’ importante.” – ore 00.53

Ti giuro che è importante.” – ore 01.05

Rispondo dopo un’ora, pensando che ormai fosse troppo tardi, e tu subito mi chiedi di vederci sotto casa mia. Mentre torno a casa, parlo con me di tutto quello che potrebbe accadere tra poco. Penso inutilmente a tutte le cose folli che abbiamo fatto insieme, a quanto la  nostra amicizia fosse solida e reale, fino a qualche mese fa. Mi fumo l’ultima sigaretta e vengo da te.

Mi stai aspettando fuori dal cancello, dentro la macchina. Io parcheggio ed entro. Mi siedo e improvvisamente sento accelerare il mio cuore, sento di poter scoppiare in lacrime da un momento all’altro. Ho l’impressione che questa sera non sarà una bella sera.

Hai presente la fine del mondo? … Ecco…” – dici tu, nervosissimo.

Io annuisco senza spicciare una parola. Per tutto il tempo tengo lo sguardo basso, gli occhi fissi sulle mie mani e sono pronta a piangere.

Vedi, io da un po’ di tempo a questa parte… non provo solo amicizia nei tuoi confronti.

Ecco. L’ha fatto. L’ha detto. Cosa sta succedendo dentro me? Sto cominciando a piangere, piangere da morire. Non riesco a bloccare questa cascata. Sono invasa dal terrore, tremo, ho il viso totalmente umido. Non riesco a rispondere. Non riesco a commentare. Non posso dire niente. Lui decide di accendere la macchina e fare qualche metro avanti. All’improvviso, tra un singhiozzo e l’altro, riesco a parlare

Sai cosa vuol dire questo, vero?

Cominci con il tuo solito sbattere il pugno tra i denti. Balbetti e non capisco cosa tu voglia dire. Continuo a piangere. Queste lacrime bruciano, infuocano le mie guance. Sono spiazzata. Sapevo che era l’unico motivo per cui avrei giustificato il tuo comportamento, ma allo stesso tempo era l’ultima cosa che volevo sentirmi dire. Adesso non saprò chi chiamare quando avrò voglia di urlare. Quando vecchi fantasmi torneranno a fare visita. Non saprò chi cercare in una notte buia e uggiosa in cui avrò bisogno di conforto. Non saprò più come ridere, non ci sarà più nessuno che mi farà ridere di gusto.

Io volevo temporeggiare… allontanarmi lentamente, ma tu non me ne hai dato l’opportunità.” – dice lui.

Se penso a tutte le volte che… oh dio…” – vengo bloccata dai singhiozzi.

Non ci pensare, non pensare a quanto ho sofferto… ormai mi sono rassegnato, non farti del male.” – irrompe lui.

Non dovrei farmi male? L’unica cosa che ho cercato di fare negli ultimi anni è stata quella di starti vicino e adesso vengo a scoprire che l’unico tuo motivo di sofferenza ero io. E’ una situazione insopportabile. Una di quelle situazioni in cui tutto ti sfugge dalle mani. Sabbia, sto cercando di tenere della sabbia tra le mani durante una tempesta di vento. Pensieri snervanti e poco rassicuranti. Riesco solo a condannare ogni mio singolo gesto. Avrei dovuto capirlo, avrei dovuto ascoltare tutti quelli che non credono nell’amicizia tra maschio e femmina. E’ tutto così irreale.

Ho aspettato il momento adatto. Il momento in cui tu saresti stata felice e io sarei stato sicuro che potessi farcela da sola. Tu, ora, puoi farcela……. Senza di me.

Le sue parole sono affilate. Orribili. Laceranti. Non riesco ad alzare lo sguardo, ho gli occhi rossi. Rossi. Rossi e gonfi. Annebbiati. Annebbiati dalle lacrime o dal disprezzo che ho per me stessa. Ho fatto del male all’unica persona di cui mi importava veramente. Ho condiviso le cose peggiori e le cose migliori della mia vita con lui. D’un tratto mi sento svenire e devo prendere una boccata d’aria. Esco dalla macchina e mi fumo una sigaretta.

Me ne fai una?” – mi chiedi.

Sei sicuro?” – mi scappa un accenno di sorriso.

Non hai mai fumato e ora vuoi fare quest’ultima cosa con me. Sono spiazzata. Riesci a farmi ridere pure con una montagna di lacrime che mi riempiono gli occhi. Hai la tosse per colpa del fumo ed esclami con qualche parolaccia. Adoro la tua semplicità e la tua spontaneità. Cerco di godermi gli ultimi attimi con te.

Sotto casa mia ti abbraccio imbarazzata e riesco solo a sussurrare un “ti voglio bene, sempre”. E tu ricambi. Lasciandomi andare via. I giorni sono terribili. Piango ogni volta pensando a te. Pensando alla nostra amicizia perduta, oppure mai esistita. Cerco di sparire dalla tua vita, non ti cerco. Provo a farti vivere senza di me. Senza il peso… di me. Odio il fatto di averti fatto soffrire così tanto. Odio dover essere io quella di cui ti sei innamorato. Lo odio. Sei l’unico che riesce a farmi odiare da me stessa. Spero solo, dal profondo del mio cuore, che tu possa andare lontano. Che tu possa arrivare ovunque, perché puoi. Tu puoi tutto. Se le persone che ci circondano vedessero solo un quarto di quello che io ho visto in te, allora potrai stare certo che il mondo ti accoglierà a braccia aperte… qualsiasi cosa tu decida di fare. Qualsiasi strada tu decida di percorrere, sarà spianata. In questo momento, è come se una parte del mio cuore fosse collassata. Spero che il futuro possa riservare a te e a me… giorni migliori. Spero di poter ridere di tutto questo. Ma soprattutto spero di poterti incontrare, un giorno, su di un enorme palco che suona la tua musica. Lo spero proprio. Il tuo è un bel modo di suonare.

Autentico. Come sei tu.

Oggi è il tuo compleanno e questo lo dedico a te. Enjoy the silence.

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