Blu notte.

Per caso, ci ritroviamo a stare nella stessa stanza con amici in comune. Facciamo finta di non conoscerci. Fingiamo di non essere stati legati segretamente. Al passato, perché è questo che è: passato. Ci siamo spenti pian piano, senza applausi, da un giorno all’altro.. nulla. Adesso, qualche sguardo, mentre un nostro amico fa una battuta. Io arrossisco e penso che vorrei essere da tutt’altra parte.

Vai via. A casa.

Vado via, subito dopo. Con la macchina passo di fronte ad un tabaccaio e ti vedo. Rallento, non so perché. Mi scoppia il cuore. Ti accorgi di me e ti avvicini. Mi chiedi di vederci sotto casa tua.

Immediato. Inaspettato. Casuale (o causale?). Esagerato.

Improvvisamente mi trovo con te, nella mia macchina. Sembra passata soltanto una settimana da quel giorno di metà ottobre, quando mi hai offerto quel bicchierino di whisky impossibile da mandare giù. Adesso sono seduta accanto a te; lo stereo acceso con le nostre canzoni preferite, i vetri della macchina completamente appannati a causa del mio respiro affannoso, il solito finestrino rotto della mia vecchia bmw che fa cadere gocce d’acqua sui tuoi jeans, e le nostre mani che si incontrano sul cambio. Muoviamo le dita a ritmo e restiamo in silenzio ad ascoltare la musica. Non ho bisogno di proferire alcuna parola quando sono con te, mi basta tenerti la mano e giocherellare con le tue dita. La mia mano è nata per vivere in simbiosi con la tua. Sono complementari. Non so perché ci siamo ritrovati insieme dopo due settimane di silenzio assoluto e non so neanche se continuerà dopo questa interminabile notte, ma non oso intraprendere nessun discorso per paura di rovinare questo attimo di eternità.

Ecco il momento tanto temuto, 01:30 è arrivata l’ora di andare per te, domani mattina devi lavorare e adesso ti stacchi freddamente dalla mia mano. Io cerco con gli occhi un tuo abbraccio, ma resto immobile… stanziale… con mille pensieri che mi trastullano nella testa, diecimila frasi che non riesco a dire, centomila farfalle che lottano dentro il mio stomaco. Cerco di decidermi a lasciarti andare per sempre e raccolgo tutta la mia forza per avere un’espressione da strafottente. Quest’espressione così costruita e ricercata da poter essere distrutta immediatamente da un tuo bacio….

Un tuo bacio. Fai finta di aprire la portiera e ti giri di scatto per baciarmi.

Baciarmi ripetutamente.

Vorrei prenderti a schiaffi, staccarti la gola a morsi, sbatterti la testa contro un muro…… e invece? Invece riesco solo a ricambiare quel bacio dannato e a sorridere per ringraziarti di non essere scappato via senza salutarmi. Sento la musica accompagnare questo dolce epilogo.

02:10 Adesso devo veramente lasciare andare le tue labbra. Questa sera so che la notte avrà un sapore più dolce e che tu aspetterai il mio messaggio prima di andare a dormire. Non possiedo nessuna certezza, ma sono sicura di una cosa: adoro la precarietà del nostro rapporto che mi fa sentire la tua assenza e mi fa sognare ogni cosa di te.

Annunci

Informazioni su Entalpia

Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

11 responses to “Blu notte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Un'americana a Roma

Not your average American girl in Rome.

appunti e note

blog di ed. astarte

la bloggastorie

Io metto una lente di fronte al mio cuore per farlo vedere alla gente (Aldo Palazzeschi)

scrittura da strada

Parole libere, veloci, potenti, come pugni nello stomaco

FarOVale

Hearts on Earth

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

BUTAC - Bufale un tanto al chilo

Harder. Better. Faster. Bufaler.

Selvaggia Scocciata

Mi interesso spesso e mi annoio subito.

Mangiobevoemenefrego

62kg di pasticci culinari.

i discutibili

perpetual beta

Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

VETROCOLATO

I MIEI PENSIERI SONO DI VETRO COLATO, NON CI STANNO PIÙ CHIUSI IN UN CASSETTO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: