I croupier non toccano niente, ma sfiorano tutto.

Entro in un casinò. La prima stanza, ambiente raffinato, l’anticamera del bordello. Odore di chiuso e di costruito, troppo costruito. Mi registrano, carta d’identità e primo piano del mio viso, a tradimento, di quelli che devi venire per forza male, per forza con il faccione.

Entriamo.

Cambiamo i nostri soldi in piccoli e colorati gettoni di plastica.

Mi giro intorno, non faccio altro che osservare e stare muta. Attorno a me il caos. Chiacchiere, chiacchiere, voci in lontananza, confuse. Aria di rinchiuso. Luci dappertutto. Moquette rossa e gialla. Io odio la moquette, mi sa di sporco e di caldo, troppo caldo. Porte di vetro e colonne sparse per la sala. Un’enorme sala quadrata, perfettamente quadrata. Guardo il soffitto e vedo un gigantesco specchio che riflette le immagini ribaltate della sala, di tutto quello che si sta svolgendo.

Non parlo, mi limito a guardare, cercando di dare un’aria sicura. Vorrei sembrasse che quella sia un’aria familiare a me, ma non lo è. Mi giro e sono circondata da persone, tantissime persone. Vecchi, grandi, giovani. Gente di mezz’età, gente ricca, gente povera che non riesce a sbarcare il lunario, gente anziana che gioca la pensione, gente sola, gente piena di amici, coppie, sposini, gente piena di vita e gente completamente morta.

Decido di entrare nella sala fumatori e rullarmi una sigaretta.

Entro guardandomi intorno. Luci lampeggianti, accese. Suoni assordanti e discordanti. Suoni di monetine e gettoni, suoni di jingle fastidiosi.

Mi perdo a fissare le persone sedute di fronte questi luminosissimi schermi. Grafica che lascia a desiderare, figure che scorrono veloci e…. il movimento di un dito. Il movimento nervoso di un dito che, freneticamente, preme ripetute volte su quel pulsante quadrato. Schermate impazzite che girano raffigurando frutta, numeri, soldi.

750 partite già giocate

Questa scritta salta al mio occhio. Guardo il ragazzo seduto, con la sua sigaretta in bocca e la  faccia fissa di fronte a lui. Non si accorge che lo sto osservando, che lo sto fissando quasi sconvolta, come se non lo comprendessi affatto. Provo a leggere la sua espressione, ma è impassibile. Non si sente neanche osservato da me. Non sente il peso dei miei occhi puntati su di lui. Ha la faccia stanca e il viso visibilmente segnato dalla stanchezza. Sicuramente dimostra più degli anni che possiede.

Una signora mi chiede di lasciarle il posto per poter giocare. Eccola. Con la sua mazzetta di gettoni e le sue sigarette già pronte. Si siede decisa e non si cura di essere guardata, giudicata da me.

Perché?

Decido di allontanarmi da quella sala, così soffocante, così spaventosamente confusionaria. Non riesco a respirare bene.

Osservo la roulette. Studio il gioco e, tra le spiegazioni del mio ragazzo e di una signora napoletana, riesco a capire. La puntata minima è 1 euro, la massima 50 euro.

Ho 10 gettoni. 10 gettoni colorati di un rosa acceso.

Le mani si accalcano sul tavolo verde, posizionando gettoni colorati su numeri e righe. Gesti apparentemente istintivi ma incredibilmente studiati e ponderati. Gente che si affatica a scommettere tutto quello che ha.  Persone con in mano mazzette piene di pezzi da 50.

E’ il luogo del lusso o della perdizione? Della disperazione e della povertà?

Uomini riuniti che scommettono soldi finti su un numero.

Le mani della croupier. La donna che mischia i gettoni e li distribuisce. Movimenti morbidissimi, come se stesse accarezzando un gattino. Attorno a lei il caos eppure non si scompone, non una parola, non un sorriso. Il suo campo visivo è ristretto al grande tavolo verde di fronte a lei. Mani che le passano e spassano davanti, gettoni tra le mani e numeri… un’infinità di numeri nella sua mente si stanno accalcando. Finito il giro raccoglie tutti i gettoni perdenti e li spinge dentro un buco. Tira la pallina (io neanche la vedo) e guarda lo schermo. Raccoglie le mani allo stomaco e le sfiora tra di loro. Le mani si sfiorano, non si toccano mai. Non tocca mai niente effettivamente… è così veloce e leggera che sembra non toccare niente. Un altro croupier viene a darle il cambio, il suo momento di manualità è finito. La sua calma è spiazzante.

Non oserei immaginarla al di fuori del suo ruolo. Non la immagino parlare con qualcuno o toccare qualcosa. Non la immagino fuori a fumarsi una sigaretta… no. Lei è la ragazza vestita di nero che conta i numeri e non tocca le cose. E’ affascinante tutto ciò e spaventoso allo stesso tempo.

Spaventosa creazione dell’uomo. Macchina per far soldi, tanti soldi.

Cosa spinge le persone a giocare contro la fortuna?

Non vi è adrenalina, no, perché tutto si esaurisce in un istante. Neanche te ne accorgi e hai perso troppi soldi. Troppi e non dipende neanche da te. Parliamoci chiaro, sono scherzi del destino. Dove cadrà la pallina adesso?

Perdo 10 euro senza godermeli, senza parlare e ridere con i miei amici. Nulla. Perdo 10 euro solo ed esclusivamente per “provare” una nuova esperienza. Orribile e apatica, non mi ha dato assolutamente nulla.

Un luogo che racchiude i peggiori vizi, tutti insieme. Un luogo in cui vieni accolto con gentilezza e vieni catapultato nel paese dei balocchi.

Non hai neanche bisogno di uscire per fumare, no, puoi comodamente impuzzare una stanza e stare seduto a premere quel pulsante. IL pulsante.

Sei a un passo dalla vittoria, ma allo stesso tempo incredibilmente lontano. Sei schiavo delle macchine. Ecco, resti schiavo delle macchine circondato dall’illusione di aver passato una serata diversa, invece hai solo buttato i tuoi soldi nel cesso del lusso.

Immagine

A parte la perdizione, il giro di soldi e il turismo del sesso… Ho trovato almeno UNA cosa bellissima da fare a Malta: le passeggiate sul lungomare da Paceville a Sliema.

(Ma questo è un altro capitolo)
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Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

25 responses to “I croupier non toccano niente, ma sfiorano tutto.

  • Michele

    sulle slot machine e altro concordo, ma ammetto che la roulette ha per me un certo fascino, mi piace molto (ecco perché evito di avvicinarmi ai casinò) 🙂

    • I'm unidentified

      Ecco, mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista… perché io, mi sono trovata molto “fuori posto”. Era la mia prima volta… e non potevo fare a meno di guardare la croupier che gesticolava. Ero imbambolata (meno male che c’era la signora napoletana che mi svegliava) ahahahah

      • Michele

        hahaaha beh certo va vissuto nel locale giusto, con la giusta atmosfera, il proprio posto i gettoni personali del tuo colore, tempo, qualcosa di buono da bere, allora sì, ha del fascino…
        certo come ogni cosa piacevole ha il suo costo, ma così è da vivere, come un costo, il prezzo di un piacere, come fosse un ingresso a uno spettacolo, perché se giochi per vincere allora hai perso in partenza 🙂

      • I'm unidentified

        Ma io non riesco a trovare nulla di piacevole, non c’è niente da fare, il mio unico “gioco d’azzardo” resteranno le schedine della domenica pomeriggio. Quelle si che sono piene di adrenalina 😉 e bastano 2euro. Ahahahah

      • Michele

        ahahahhaha beh sarà che io adoro giocare, e scommettere (specialmente senza denaro ma con divertimento tra amici)
        un po’ come nel mio racconto: il gioco 😉
        la schedina… non la faccio da decenni mi sa ahahah

      • I'm unidentified

        Passerò a leggere questo racconto, magari mi istighi al gioco! Ahahah

      • Michele

        hahaha chissà, ma trattasi di gioco molto particolare 😉
        (ma lo trovi tra i racconti linkati nella colonna di destra del blog)

      • I'm unidentified

        Ho visto la colonnina a destra, salta subito all’occhio. Facciamo che ti seguo così non mi perdo più nulla 🙂

      • Michele

        hahaah ok, mi sembra un’ottima idea 😉

  • anitaliangirl

    Mamma come odio il gioco d’azzardo, proprio non capisco come faccia a piacere! Perchè diavolo dovrei buttare i soldi che ho guadagnati con tanta fatica?! Bah…

  • Sunderland

    Il casino’ ,la schedina,il poker,con un po’ di buona volontà’ qualche riga la si potrebbe scrivere,emozioni e momenti che fan tornare giovine,ma saro’breve.
    La schedina mi ritorna in mente il papa’,le sue sere dedicate a studiare i possibili risultati e le domenica sacrificata ,in modo religioso,alla radiolina aspettando gli esiti delle partite nella speranza che qualcosa potesse cambiare il destino di tutti noi.le sigarette consumate non si possono contare.
    Il poker e le nottate del venerdì’ passate con gli amici per pochi spicci,ma a pianificare sognando il fine settimana tra un bicchiere e l’altro.
    Il casino’ mi diede qualche emozione,il fatto di entrare in un posto non alla mia portata,saint Vincent il più bello tra quelli visti all’interno, la più bella fu un natale dopo una fila durata un ora entrammo esausti e talmente scocciati cambiammo 20.000 lire in franchi,meno di 20 monete da 1 franco.
    Le inserìi in ordine confuso non una dietro l’altra,e la gioia di sentire tintinnare le monetine mentre cadevano e i vicini che osservavano,i pensieri che passavano in quel momento e che poteva essere la serata della vita come in un film.
    Ma la realta ben presto mi fece tornare coi piedi per terra e dopo un po che la slot non pagava ritirammo la montagna di monete e le cambiammo,circa un migliaio,poi passammo alle sale coi tavoli tra blak-jak e roulette senza puntare nulla,le puntate erano molto alte quella sera.usciti dal casino’ci fermammo a festeggiare quel piccolo
    guadagno in un pub lungo strada,ci andammo qualche altra volta ma le emozioni non erano più come le prime.
    Da quando poi le slot stazionano nei bar non mi fanno nessun effetto,la schedina non la gioco perché mi scoccio a pensare il risultato e le code da fare.
    il poker,ci gioco ogni tanto su flashgames,naturalmente in modo gratuito.

    Volevo essere breve ma mi ha fatto piacere soffermarmi e non ce l’ho fatta.

    Chiedo perdono e vi auguro una buona notte.

  • Sunderland

    Per la verità è stato il tuo racconto a colpire la mia attenzione ed a strapparmi la voglia di buttar giù un pensiero, per scomodità dato che scrivevo nel letto con il tablet in mano ho sintetizzato ed inserito passaggi leggeri e spensierati del passato,
    omettendo di approfondire quelli molto più tristi,storie di persone che prese dal vizio si sono rovinate e di altre che senza pensare come il gioco possa portare
    a queste situazioni ogni giorno s’inventano qualcosa di nuovo pur di lucrare.

    Buona giornata

  • leparoledinessuno

    Hai avuto una visione come potrei averla io.
    Ho frequentato una sola volta una sala Bingo e mi è bastato !
    Trovo queste cose orribili e senza senso !
    Ciao.

  • Sunderland

    Il bingo.

    Il bingo mi fa rievocare una cara amica non più tra noi e una triste storia di circuizione a lei capitata.
    Questa persona,una signora quasi settantenne rimasta sola ed impossibilitata a muoversi essendo obesa aveva
    la passione per il gioco del lotto.
    Ci si ritrovava per un caffè e mi raccontava delle sue vincite frequenti,non molto importanti,a me ricordava
    sempre mio padre per il modo di porsi,l’origine era napoletana,quindi un indole gioiosa e lo spasso era tale che si iniziava
    con un discorso e si finiva che ci si perdeva via.
    Entrando in confidenza mi raccontava del più e del meno,e di una conoscenza che aveva e che col tempo dato che lei era rimasta
    vedova le si era avvicinata in modo particolare,aiutandola nelle commissioni quotidiane e in compiti che lei per la sua mole
    non poteva svolgere.
    Avevano la stessa passione,il gioco,il lotto.
    Seppi di qualche serata passata al bingo e di una vincita importante fatta da questa cara amica,(per la verità non mi meravigliavo
    era molto fortunata,qualche Natale lo abbiamo trascorso assieme,per poter vincere mi toccava truccare,era per ridere,in palio non più di
    qualche euro,dato che era la più anziana della compagnia,ma la sorte era sempre troppo dalla sua,lei si meravigliava e io ero contento di averla presa in giro).
    Insomma queste serate al bingo diventavano sempre frequenti tanto che per la curiosità ci andai pure io,il locale era bello molto spazioso
    e adatto a tutti fumatori e non,queste due ci andavano di lusso essendo tra l’altro accanite fumatrici.
    Pensai tra me e me che forse aveva trovato una buona compagnia,una spalla affidabile dove appoggiarsi sia nel morale che nel pratico,più
    giovane,ma della stessa generazione,da ingenuo ero contento.
    Il passato di questa persona era lindo,lavorava in agenzia di assicurazione gestendo anche del denaro,quindi niente mi faceva pensare male.
    Senonchè un giorno l’amica mi raccontò di un prestito che aveva fatto a questa persona,tra l’altro importante e con scrittura privata,per quello che potevo
    capire la scrittura era regolare,ma che mai mi sarei aspettato.
    La rasserenai sconsigliandole di esporsi ad ulteriori richieste.
    Dopo poco questa sua conoscenza morì,mi interessai personalmente per recuperare il prestito,parlai col marito che sgomento di questa improvvisa
    perdita della moglie,lo era ancor di più per le richieste dei creditori per i debiti lasciati dalla consorte.
    Rimasi impietrito,questo signore per ripianare i debiti dovette vendere un abitazione,ma non solo,mi vien da pensare come facesse
    moralmente questa donna a presentarsi alle persone chiedendo prestiti per giocare.

    Scusate se mi son dilungato,ma chissà quante di queste storie sconosciute a causa di questi vizi.

    • I'm unidentified

      É una cosa vergognosa, assolutamente. Dover dipendere dai soldi, dandogli più del peso che dovrebbero effettivamente avere. Io, la prima volta che andai al bingo, sono stata rimproverata da una signora anziana che giocava al mio tavolo perché “non sapevo giocare”. Poi, la sentii mentre parlava con la sua “collega”, praticamente raccontava di come aveva perso 2000€ durante la settimana. Ho solo pensato, tra me e me, “ma si rende conto che lei è una persona malata?”. Non ebbi il coraggio di dirglielo, era troppo scontrosa.

  • Sunderland

    In alcuni soggetti poi il gioco è capace di destabilizzare la persona.
    Il parrucchiere dove ero solito tagliarmi i capelli puntualmente dopo qualche taglio,in genere 30/45 minuti trovava la scusa di farsi un cicchetto con l’intento di controllare la slot del bar vicino.
    un giorno incontrai un cugino e lui che era più in confidenza ci invitò al bar.
    Un tipo per la verità brillante,uno di quelli bravi a farsi ascoltare,a un certo punto del discorso,che andava avanti in modo automatico,s’incantò,osservai gli occhi che puntavano colui che giocava e in quel momento riscuoteva,cambiò sguardo e umore,da euforico che era cominciò a sparlare dato che qualche minuto prima ci aveva lasciato dei quattrini.
    feci finta di nulla cambiammo discorso,però me la prendo un pò con chi permette,una slot la si mette al casinò non nel bar,i gratta e vinci in posta con tanto di cartellone pubblicitario per vendere,e a fianco il numero verde per problemi di dipendenza,ma c’è un senso a tutto questo?

    • I'm unidentified

      È il cane che si morde la coda. Tra l’altro, non molti sanno, che il monopolio di stato sul gioco d’azzardo (oggi) vale un cazzo e la percentuale più alta ce l’hanno i mafiosi. Praticamente i soldi che la gente butta al casinó non bastano neanche minimamente a coprire le spese per i centri specializzati per la cura, perché la maggior parte vanno ad altri “poteri forti”.

  • Dottor Jim

    Il casinò… Un luogo in cui si fa a gara a chi è più “furbo” tra i gestori (e relativi dipendenti) della sala o i clienti nel riuscire a fregarli. Al 99% vince SEMPRE il casinò. Tutto quello che sembra legato al destino invece è studiato fin nei minimi particolari per fregare il più possibile i clienti: il movimento delle mani, il come e dove lanciare la pallina nella roulette e con quali tempi, il mischiare le carte con certe mosse, le slot machine programmate appositamente per far vincere una giocata ogni X puntate e altro ancora. Il tutto condito con la sala attrezzata appositamente di luci e suoni per rendere il luogo un immenso paese dei balocchi e delle illusioni.

    Ogni tanto danno un “contentino” con qualche vincita, ma anche quella è una mossa psicologica fatta apposta in modo da far pensare inconsciamente al giocatore: “Ok, ho vinto, POSSO STRAVINCERE!” ritrovandosi poi, puntualmente, in mutande.

    Eh… No, non fa per me 😀 E comunque ci vuole intelligenza anche per queste cose, così come per ogni gioco in cui in ballo ci sono soldi 🙂

    • I'm unidentified

      Sono contenta che la pensi come me. Io sono rimasta delusa dalla serata, il posto non era adatto a me e io non ero adatta al posto. Io amo le serata in cui si parla con le persone, invece quella è stata solo una serata a rincorrere un numero che non arrivava mai. Non potevo fare a meno di distrarmi guardando la gente accanita che puntava anche su due banchi contemporaneamente.

      • Dottor Jim

        Ah sì, pure a me piace passare la serata a stare insieme agli amici piuttosto che rinchiudermi in un luogo da solo a buttare via così i miei soldi sperando in quelle che sono pure e semplici illusioni.

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