Incidenti di percorso.

Smettila di avere un sogno, perché i sogni alimentano la tua vita con illusioni e la distruggono con delusioni. Ogni volta che sono lì, pronta per un’audizione, sono idealmente nuda. I sogni sono ciò che vorresti diventasse un futuro, il tuo futuro. Diciamo che quando li metti alla prova, o ti metti alla prova, sono lì… Davanti a te, come un’ampolla di vetro. Le delusioni sono dei martelletti che continuano a scalfire l’ampolla. A tratti in modo lieve. A tratti in modo violento. Nessuno intorno a te ha idea di quello che sta succedendo, perché è un malessere immaginario. È come se ti stessero piano piano tirando piccoli pezzettini di pelle con una tenaglia calda. E tu piangi, piangi dal dolore e non frega a nessuno. Piangi perché i tuoi sono dubbi seri, dubbi a cui non puoi porre rimedio. Dopo che spendi 15 anni della tua vita dietro un sogno, il tuo sogno, e altre persone venute dopo se lo prendono, come se lo scippassero dalle mani… Il tuo sogno. Perché probabilmente… NON ERA LA STRADA GIUSTA PER ME. Si, eccola che arriva come un pianoforte che ti cade sulla testa, la fatidica affermazione che ti fa contorcere tutto l’apparato nervoso. Era il mio destino? Oppure ho sbagliato? Incidente di percorso?
Avrei potuto fare la fumettista, sono nata con il dono del disegno (e con quello, o ci nasci, o ci nasci… Non lo puoi imparare).
Ero e sono intonata. Avrei potuto seguire delle lezioni di canto, magari.
Sono bravissima a rigirare la frittata. Ma proprio brava! Sono una di quelle persone che odi perché hanno sempre ragione. Avrei potuto fare l’avvocato, iscrivermi a giurisprudenza.
Ho imparato da sola a suonare la chitarra e il pianoforte. Facevo tutto ad orecchio. Poi ho preso pure delle lezioni, abbandonate perché odiavo il solfeggio.
Avrei, potrei, dovrei.
Avrei potuto fare tante cose diverse, invece no. Ho deciso di fare l’unica cosa per cui non ero portata: la ballerina.
Niente aperture, niente piedi, niente en dehors. Niente. Di natura io non ho niente. Quello che sono riuscita ad ottenere è grazie al mio lavoro, ai miei sacrifici.
Oggi, ho deciso che non ne vale la pena. Dopo esattamente 15 anni e mezzo, ho preso consapevolezza di non avere le capacità per realizzare il mio sogno. Oggi, farò cadere io quell’ampolla di vetro, in mille pezzi.
Non è colpa di nessuno, semplicemente sono sempre stata la persona sbagliata nel momento e nel luogo sbagliato

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Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

21 responses to “Incidenti di percorso.

  • Topper

    Spero che sia solo un momento di sconforto, non bisognerebbe mai smettere di inseguire i propri sogni. In ogni caso resta la passione e quella è difficile da sradicare. Non mollare.

  • Michele

    mai smettere di sognare, piuttosto cerca un nuovo sogno
    un abbraccione

  • diamanta

    Per me 15 anni son son uno sbaglio, son un percorso. Voluto.

    Un percorso non è detto tu debba seguirlo a vita. I percorsi a volte ci portano ad un bivio dove scegliere, magari, il NOSTRO sentiero.

    Non so che farai, ma qualsiasi cosa deciderai, sarai tu, unica.

  • pennyvlane

    Mi dispiace, ma potresti pensare che, anche se non sei una ballerina che riesce nelle performance magari sei una brava insegnante, e allora metterti a insegnare potrebbe pagare il duro lavoro e darti delle soddisfazioni forse più grandi. Purtroppo, nelle arti, ci sono dei talenti e delle regole messe dagli altri, che non sempre ci calzano e, le nostre capacità e il nostro impegno, passano in secondo piano rispetto a meccanismi che nemmeno vediamo, ma di cui scorgiamo il substrato cosciente al di sotto della realtà apparente.
    Credo che sia giusto che tu prenda una decisione in merito, ma 15 anni sono tanti e, forse, dovevano portarti da un’altra parte, non ti lasciar chiudere la mente dai fallimenti, ma rendili il metro per sviluppare una nuova via, una che ti dia gioia.

  • Emily

    Il mio primo istinto mi suggeriva di dirti “Continua, non mollare”.
    Ma sarebbe ipocrita da parte mia. Ho studiato canto 10 anni e alla fine non ho concluso niente perché, semplicemente, le cose non sono andate come volevo io, nonostante fossi, anzi, nonostante sia brava (qui lo dico, ma se me qualcuno me lo chiedesse tra cinque minuti lo negherò perché non è proprio nel mio stile lodarmi da sola, mi crea disagio).
    So come ci si sente quando una cosa che ti rendeva felice diventa fonte di dolore. Personalmente, continuare a cantare, a studiare, mi faceva sentire una fallita, mi ricordava ogni giorno che, nonostante l’impegno, non era successo quello che desideravo e sognavo.
    Di certo però ti dico di non smettere del tutto di ballare. Voglio dire, anche se ho rinunciato, non significa che non canto più. Magari lo faccio da sola, così evito che qualcuno mi ricordi che sono brava e che “dovresti avere un gruppo, dovresti cantare”. Fallo per te, segretamente. In fondo gettare via tutto ciò che hai imparato, tutto ciò su cui hai lavorato sarebbe uno spreco.

    • I'm unidentified

      Tu puoi ancora farlo! Tu non hai dei limiti di età! Il canto non ne ha, potresti trovare un’occasione in qualsiasi momento. Sinceramente penso che dovresti veramente lottare con tutta te stessa. Io non ho la forza perché il mondo della danza e la vita da danzatore, sono davvero brevi. Ma tu, emily, continua. Ti ringrazio per il commento molto personale, evidentemente sai come mi sento. Fa piacere sapere di non essere i soli deboli… Io mi sento esausta.

  • leparoledinessuno

    Il fatto di scrivere queste cose, ti fanno una persona con molto sale in zucca, e sensibilità da vendere… Sarà la Vita stessa ad aprirti le porte giuste, a segnalarti possibili pericoli, a farti crescere come meriti !
    Io credo in quello che dici e vedrai che presto qualcosa accadrà !
    Ciao.
    Stefano.

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