Silente ricordo.

Mi ritrovo a leggere un libro che non ho mai terminato. A sfogliare quelle pagine velocemente, con rabbia, senza riuscire a capirne il senso… Ancora una volta. Ritrovo macchie di caffè e aloni di lacrime. Quelle pagine su cui mi piegavo e mi dimenavo, pagine che non mi facevano dormire e non mi facevano respirare.
Riguardo questo libro, sento gli odori e i sapori che un tempo mi hanno fatto sorridere, mi hanno fatto innamorare. Un amore malsano, privo di senso, amaro come gli agrumi acerbi.
D’un tratto prendono vita i fantasmi e io mi irrigidisco. Ascolto parole già sentite, vite similmente vissute. Storie distanti chilometri e assurdamente uguali che mantengono la loro particolarità nello spazio e nel tempo. Quella singolare particolarità che ti risucchia, ti attira, ti lancia nel vuoto e ti riprende… Ripetutamente.
Sono un giocattolo nelle mani del destino infame che puntualmente decide di corrompermi e farmi vivere di lui.
Ricordo i miei dolci ed ingenui pensieri dall’adolescenza, ricordo il mio voler vivere la vita senza pormi domande, senza chiedermi continuamente il permesso. Non mi condannavo per nulla, mi distruggevo e andavo sempre più in fondo… Perché un fondo in realtà non l’ho mai toccato. Non sarò mai contenta delle mezze misure, no, non sono il tipo. O bianco, o nero. Le sfumature non esistono, non per me. Le sfumature sono per la gente codarda, per la gente che si punisce.
Mi lascio trasportare da questi fantasmi vividi, da questi ricordi morti dentro di me, sepolti nella mia memoria, incastonati come chiodi ricoperti di arsenico. La mia testa rimprovera, il mio istinto ruggisce e si gira. Lui è una bestia feroce che non vuole inchinarsi alle leggi della razionalità.
Lui mi domina e decide tutto.
Ancora una volta sono schiava di me stessa.

Voglio riascoltare questa.

20140428-125805.jpg

(Questo è ciò che vedevo quando, una settimana fa, mi sono distesa in un campo di grano. Una cosa che non avevo mai fatto.)

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Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

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