Anche lo scotch ha un punto d’inizio.

28 settembre 2011.

La domanda di D. mi risuona ancora in testa: “Tu cosa ne pensi, di tutto questo?

Me lo chiede in un modo un po’ impacciato e timoroso. Me lo chiede come lo chiederebbe una persona che sa esattamente che sta mettendo il coltello nella piaga, il dito nel culo, o qualsiasi altra cosa fastidiosa possa esistere al mondo. 

Bene, io penso soltanto che maledico il giorno in cui l’ho conosciuto. Io penso che vorrei esportarmi il cuore e il cervello per poterlo dimenticare e rimuovere ogni ricordo. Io penso che sto tremando dal nervoso e ho una fitta al petto. Io penso che se lo rivedo con lei al suo fianco, dopo tutto quello che è successo, potrei morirne. Io penso di aver sbagliato fin dal principio e che non è mai stato come si è fatto conoscere da me. Io, di tutto questo, non so a chi credere e non so a chi parlare. Io penso di avere voglia di piangere, piangere e… urlare. Sto provando un dolore straziante. Io penso che ho paura… paura di scoprire che ama realmente lei, paura di capire che sarò sempre al secondo posto, paura di rendermi conto che è stato tutto un castello di sabbia, una montagna di bugie. Io ho paura di amare di nuovo, ho paura di non essere amata abbastanza e, soprattutto, ho paura di rimanere sola. Vorrei strappare tutti i fogli in cui ho trascritto le mie emozioni, in cui ho raccontato attimi di felicità con lui. Voglio annullarmi e smettere di tremare. Questo scrivere da suicida mi sta stancando, ma è l’unica cosa che mi aiuta a scaricare la collera.

E la cosa peggiore è che non trovo un appiglio a cui aggrapparmi, un’ancora di salvezza che possa salvarmi da me stessa. Mi sento come quando non trovi il punto d’inizio dello scotch adesivo, sai che c’è, è lì… E tu continui a raschiare le tue unghia su quella superficie identica a se stessa…. Ma non lo trovi, il punto d’inizio, perché lo scotch ti inganna. Lo scotch è cattivo. Io ho bisogno del punto d’inizio dello scotch per attaccarmi al muro, uscire da me stessa e guardarmi da fuori. Riscoprirmi.

Ma come tutte le cose di cui hai bisogno, non arrivano mai quando servono. Mai. E ti ritrovi a oscillare tra i tuoi pensieri rotti e le tue scelte sbagliate. Inciampando, sempre, fino a farti sanguinare le mani. Perché è questo che vogliamo noi masochisti, no?Immagine

 

Rileggersi dopo tanto tempo è qualcosa che mi spaventa sempre e poi mi stupisce.

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Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

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