Traslochi

Arrivi a Roma. Lasci la tua isola e la tua famiglia. La tua terra cattiva e gli amici con cui sei cresciuto.

Ti trasferisci nella Capitale, il ritmo cambia… è tutto un caos. I tuoi occhi sono come spugne, assorbono tutto quello che li circonda. La tua voglia di conoscere è matta. Lasciarsi il passato alle spalle.

Prendi un aereo e il tuo amore dimentica chi sei, bastano due mesi e lanci dalla finestra 2 anni della tua vita.

Ti chiedi se le cose sarebbero andate diversamente se tu fossi ancora confinata in quell’isola, a morire per un futuro che non c’è e che non troverai mai. Le radici dei siciliani sono crudeli con i propri figli.

Insomma fai tante esperienze, riesci a trovarti un lavoro, un gruppo di amici, una certa serenità.

Qualche posto riesce anche a diventare familiare, a farti sentire a casa anche se stai qui solo da un anno.

Ogni tanto una notte di passione rubata a qualche demone pronto a darti un briciolo d’amore. Ma un briciolo è sempre un briciolo… non ti soddisfa mai.

Oggi è il quarto trasloco. E ogni volta spero che sia l’ultimo, non mi piace mettere la mia vita in scatoloni puzzolenti e pieni di polvere. Mi fa sentire sempre senza una casa.

Non cerco la stabilità, ma non sdegno l’equilibrio.

Il mio equilibrio è lunatico; è come se camminassi ubriaca su di un muretto stretto e cadessi ripetutamente a terra.

Sto alla finestra del settimo piano di un palazzo in centro, guardo le vite che scorrono e mi sento nulla.

Sono il nulla in questa grande città.

Scalcio per imporre la mia presenza. A tratti riesco a sentirmi importante per qualcuno, ma il momento dopo sono la formichina che investi con la ruota della macchina.

Mi siedo e comincio a girare su me stessa. Voglio il vomito da capogiro.

“Ti soffocherei con un abbraccio solo”

Mi farei soffocare volentieri da te, amico mio.

I saluti si fanno sempre più strazianti, a quest’età la vita si rivolta continuamente e improvvisamente.

Non so quando ti rivedrò o se le nostre vite si allontaneranno ulteriormente.

Intanto brucio dentro.

PIXECT-20150906150221

Creep.

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Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto. [Céline] Vedi tutti gli articoli di Entalpia

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