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Matematica applicata alla vita.

Ultimamente ho imparato ad applicare la matematica alla mia vita (visto che comunque la filosofia non funzionava).
Da ciò è uscito fuori che è matematicamente accertato che se tu dai 100, la gente ricambierà solo con il 40; è matematicamente riconosciuto e riscontrato che 1 problema non è mai uno, ma si dirama in tanti altri piccoli problemucci che alla fine, se vogliamo essere ottimisti, ti ritrovi sommerso dalla merda… fino al collo.
Ma a scuola, personalmente parlando, mi hanno sempre insegnato che al massimo mi sarei ritrovata a contare le mele al supermercato, o il resto da ricevere per le suddette mele. Mica me l’ha mai detto nessuno che avrei dovuto scalciare e smadonnare per qualcosa che effettivamente non è in mio potere.
I numeri non sono in mio potere, i numeri non esistono. Sono degli “oggetti” totalmente astratti.
E i problemi?
I problemi sono strani, stanno nella nostra testa, stanno nelle nostre dinamiche mentali. I problemi materialmente non esistono, ma incidono su gran parte della nostra vita. È a causa dei problemi se io, il lunedì mattina, mi sveglio con la stessa voglia di vivere di un bradipo ingessato dal collo in giù. (Ovviamente se io fossi veramente immedesimata in un bradipo non mi porrei tutti questi grandi problemi).
Solitamente ci piace aggrapparci agli altri, questo atteggiamento ci crea quel senso illusorio di benessere. Parlare con un amico mi fa sfogare. Scrivere qui, a voi, mi fa sfogare. Chiacchierare al telefono con mia madre della disposizione degli addobbi natalizi mi fa sfogare. Colloquiare con la mia gatta, credendo veramente che mi possa dare una risposta, mi fa sfogare.
Ma in realtà, cosa ho concluso?
Nulla.
Zero, se vogliamo vederla da una prospettiva numerica.
Spesso quello zero può anche andare sotto e scendere a -1, -2, -568… E più scendi, più fai fatica a risalire. Come se ti fossi riempita di pesi la pancia e ti fossi buttata in fondo al mare in tempesta.
In realtà mi sento così perché, in questo periodo, riesco a prendere bastonate da tutti e tutto. Qualsiasi cosa, davvero, ve lo giuro! Forse è il mio atteggiamento? Oppure mi hanno scambiata per una pignatta e pensano che prima o poi comincerò a sputare fuori caramelle?
Effettivamente non ero molto brava in matematica al liceo, sono sempre stata più filosofa. Ho sempre pensato che tutte queste congetture non esistessero, in realtà esisto io e il MIO modo di vedere le cose.
Cara sottoscritta, mi sa che qui abbiamo sbagliato proprio tutto.
E’ matematicamente accertato che la vita è una puttana con la sifilide. Se ti ci butti a capofitto, lei, come una perfetta bastarda, si sposta e ti lascia sprofondare nella tua stessa illusione. Poi ti guarda dall’alto e ti dice “dai, cogliona, provaci ancora e vedrai che alla prossima ti sfondo!
Ecco. Io adesso la sto guardando dal basso, la mia vita, e devo dire che è veramente una gran stronza. Lei si che è cazzuta. C’ha le palle, insomma.
Forse ho deciso di rimanere rannicchiata sul fondo, sommersa dalla merda a guardare quella brutta bastarda che se la ride e che, da oggi, non avrà più modo di giocare con me. No. Perché io mi tiro fuori da tutti questi fanatismi, mi tiro fuori da tutta questa gente indecisa, mi tiro fuori dalle preferenze degli altri che non ricadono mai su di me, mi tiro fuori da questo gioco di merda… perché è malsano. E’ malsano credere in “qualcosa”.
Che poi questo “qualcosa” che cerchiamo cambia sempre e sei sempre allo stesso punto del cazzo. Sempre. Ferma. Come la tartaruga di Zenone che poverina ci provava, ma come faceva ad andare dal punto A al punto B se in mezzo ci stavano infiniti step da superare? Infiniti come i problemi che ho io in questo momento.
La mia simpatica mente razionale non ha voglia di venire a soccorrermi (e quando mai!?!?!).
La razionalità quando serve non c’è mai, è sempre in letargo; un po’ come la calcolatrice che decide di abbandonarti durante il compito di matematica sulle radici e le proprietà dei radicali.
Forse dovrei ritornare a credere in Dio e dirgli che magari ha mangiato troppo perché la merda che sta buttando qui sotto è INFINITA!

Comunque è matematicamente dimostrato che se io non ci provo, non posso perdere. Se io non mi spendo, posso conservarmi per altro per cui ne varrà veramente la pena.

Vi comunico che l’unica canzone che adesso ho voglia di ascoltare è questa. Per il resto, il prossimo post che scriverò sarà sulle viole e i ciclamini. Non so perché, mi andava di lasciarvi con una vana speranza che io possa ritornare ottimista.

adaptsurvive

 


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